dolcepiemonte

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prodotti tipici piemontesi.

venerdì 4 settembre 2015

VINI DI LUSSO

I vini rappresentano da sempre uno dei simboli del gusto di lusso. Ma ce ne sono alcuni che raggiungono delle quotazioni veramente eccezionali.

Il sito www.Wine-searcher.com ha composto una lista di vini dal costo veramente d'elitè tra cui alcuni vini arrivano fino a superare i 13.000€ per una bottiglia.



Il sito Wine-searcher.com è un grande motore di ricerca esclusivamente per vini, un osservatorio privilegiato quindi per tenere sotto controllo le quotazioni delle bottiglie di lusso.

Il sito ha incrociato i dati di 55 mila listini di enoteche di tutto il mondo, aggiornando ai primi di agosto la classifica dei «World’s Top 50 Most Expensive Wines», con i valori che riferiti alla classica bottiglia da 0,75 litri.
Il predominio, neanche ha dirlo è per i vini francesi seguiti da alcuni tedeschi e californiani. Per l'Italia brillano i vini Toscani e Piemontesi. A guidare la lista dei vini nostrani più quotati nel mondo c’è , neanche a dirlo un Barolo,vino simbolo dell'enologia piemontese, il Barolo Collina Rionda di Bruno Giacosa, valutato 929 euro a bottiglia. Al secondo posto c’è un vino toscano di Bolgheri, l’Ornellaia Vendemmia d’Artista Special Edition quotato 982 euro, mentre sul terzo gradino del podio c’è un altro Barolo leggendario: il Monfortino di Giacomo Conterno, venduto in media a 618 euro. Ancora due vini firmati Ornellaia (il Masseto) e Giacosa (il Barolo Falletto Riserva), poi al sesto posto s’inserisce l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva di Giuseppe Quintarelli, a 563 euro, seguito dal Brunello di Montalcino Biondi Santi Tenuta Greppo, il Barolo Riserva di Giacomo Conterno, il Brunello Case Basse di Soldera e il Barbaresco Crichët Pajé di Roagna, che chiude la «top ten» italiana con i suoi 402 euro.



Questi prezzi da capogiro riflettono una tendenza ad utilizzare i vini come bene di investimento, un po' come sono ormai diventate le opere d'arte. Anche perchè in effetti i grandi vini sono opere d'arte. Come dice Giulio Filippo Bolaffi, amministratore delegato della storica casa d’aste torinese «Oggi chi compra le più quotate bottiglie italiane fa ottimi affari, perché ottiene prezzi decisamente migliori dei soliti Bordeaux e Borgogna e con il tempo potrà avere delle soddisfazioni».

Quindi i vini italiani non stanno diventando improvvisamente più buoni ma sono semplicemente più conosciuti nel mondo e più diffusi, le loro quotazioni quindi riflettono sempre più il loro reale valore che non è secondo a nessuno e sempre più, c'è da scommettere saranno apprezzati anche all'estero.

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